L'esperienza
L’Archeoparco del Basileus di Baragiano propone un modo coinvolgente di conoscere la storia più antica del territorio attraverso archeologia, ricostruzioni scenografiche, installazioni artistiche e strumenti di interpretazione. Il percorso si sviluppa sulla collina di Baragiano, in un’area interessata da importanti ritrovamenti archeologici, e accompagna il visitatore alla scoperta delle comunità che abitarono questa parte della Basilicata tra la metà del VII e gli inizi del V secolo a.C., in un territorio caratterizzato dall’incontro tra genti e culture differenti.
Il filo conduttore è il mondo delle élites aristocratiche e dei principi guerrieri, i Basileis, che manifestavano il proprio rango attraverso le armi, i rituali e i ricchi corredi funerari. Ad accogliere simbolicamente il visitatore è proprio la figura del Basileus di Baragiano, rappresentato come un principe guerriero a cavallo. Poco dopo, un grande portale ispirato alla forma di un elmo corinzio introduce al viaggio nella Baragiano arcaica.
Il percorso permette di avvicinarsi alla cultura materiale dell’antica comunità attraverso numerosi elementi scenografici. Sedici teche ospitano riproduzioni di ceramiche di produzione locale decorate con motivi geometrici rossi e bruni, mentre una grande installazione riproduce le decorazioni dell’hydria di Baragiano. La panoplia del principe, ricostruita in grandi dimensioni sulla base del corredo della tomba 35, mostra invece le armi offensive e difensive che caratterizzavano il guerriero aristocratico, evidenziando i rapporti con i modelli del mondo greco.
Una delle protagoniste del racconto è la cosiddetta Signora degli oli profumati, una donna di alto rango vissuta a Baragiano verso la fine del V secolo a.C. Il nome deriva dai piccoli recipienti per oli e unguenti rinvenuti nella sua sepoltura. La sua figura accompagna idealmente il visitatore lungo parte del percorso, introducendo anche alla dimensione femminile delle élites antiche e alla complessità della società locale. Nel punto in cui venne ritrovata la sepoltura, l'Archeoparco ne propone una ricostruzione con gli oggetti che ne caratterizzavano il corredo.
Il racconto comprende inoltre la caccia aristocratica, rappresentata attraverso una scena di caccia al cinghiale come espressione di forza e coraggio, il Muro dei Miti e il Labirinto della Vita, dove citazioni e grafismi trasformano la visita in un percorso anche simbolico e narrativo. Resti del perimetro di una casa costruita con blocchi di pietra calcarea legati con argilla documentano invece l’abitato sviluppatosi sulla collina nel IV secolo a.C.
Il momento conclusivo è dedicato alla sepoltura del Basileus. La ricostruzione scenografica della tomba 35, scoperta e indagata in diverse fasi tra il 1996 e il 2012, riporta il visitatore al contesto archeologico dal quale nasce l’intero racconto del principe guerriero. Armi, vasi e simboli del rango permettono di comprendere come il prestigio delle élites venisse rappresentato anche attraverso i rituali funerari.
Uno degli aspetti più interessanti dell'Archeoparco è proprio il modo in cui i risultati della ricerca archeologica vengono trasformati in esperienza. Le riproduzioni, le installazioni, la narrazione e gli elementi scenografici consentono di andare oltre la semplice osservazione del reperto e di ricostruire idealmente le persone, i rituali e le strutture sociali alle quali quegli oggetti appartenevano. Questa impostazione rende il percorso particolarmente adatto anche alle famiglie, ai ragazzi e alle attività didattiche.
Visitare l’Archeoparco del Basileus significa quindi leggere Baragiano attraverso una storia che risale a oltre 2.500 anni fa. La collina, le sepolture, le tracce dell’abitato e le ricostruzioni diventano parti di un unico racconto nel quale archeologia, paesaggio e memoria si incontrano. Ed è proprio da questa impostazione che oggi l’esperienza di Baragiano prosegue con ArcheoXcape, trasformando ulteriormente la conoscenza del mondo antico in partecipazione, gioco e scoperta.