L'esperienza
Il Museo della Civiltà Contadina di Aliano conserva la memoria della vita quotidiana, del lavoro e dei saperi tradizionali della comunità alianese. Allestito nel 1987, occupa gli ambienti di un antico frantoio situato al piano inferiore della casa abitata da Carlo Levi tra il 1935 e il 1936 durante il periodo del suo confino ad Aliano. La stessa collocazione crea quindi un legame diretto tra la cultura materiale del paese e il mondo contadino che Levi conobbe e raccontò durante la sua permanenza in Basilicata.
Il percorso raccoglie oggetti provenienti dal territorio di Aliano e utilizzati nelle attività agricole, artigianali e domestiche. Attrezzi per il lavoro nei campi, stoviglie e tegami, lampade, bracieri, finimenti e utensili per la preparazione della pasta raccontano una quotidianità nella quale gran parte delle attività necessarie alla vita familiare veniva svolta direttamente all’interno della comunità.
Particolarmente significativo è il legame con la produzione dell’olio. L’antica funzione dell’edificio è ancora leggibile attraverso le macine e le presse utilizzate per la spremitura delle olive, che permettono di comprendere concretamente una delle attività produttive tradizionali del territorio. La raccolta documenta inoltre la lavorazione dell’uva e del latte, la produzione del formaggio, la lavorazione del legno, la filatura della lana e alcune attività tradizionalmente femminili come il ricamo.
Uno degli ambienti più interessanti ricostruisce una tipica camera contadina, con gli arredi e gli oggetti della vita domestica. Lo spazio mostra anche come, nelle abitazioni più povere, uomini e animali potessero condividere ambienti molto ridotti, organizzati sfruttandone anche l’altezza. Letto, culla e suppellettili restituiscono così una dimensione intima della vita familiare che difficilmente potrebbe essere raccontata attraverso i soli monumenti del paese.
Il museo conserva inoltre testimonianze legate agli antichi mestieri e alle tradizioni popolari. Accanto agli strumenti utilizzati per il lavoro compaiono oggetti collegati alla filatura, alla produzione dei tessuti e alla cottura dei mattoni, insieme alle caratteristiche maschere apotropaiche e agli strumenti musicali utilizzati durante il Carnevale di Aliano. Il percorso permette quindi di passare dal lavoro quotidiano alla dimensione rituale e comunitaria della vita del paese.
La vicinanza alla Casa di confino di Carlo Levi conferisce alla visita un significato particolare. Gli oggetti conservati nel museo appartengono infatti allo stesso universo umano e sociale con cui lo scrittore e pittore entrò in contatto durante il suo soggiorno ad Aliano. Il museo permette così di osservare concretamente ambienti, strumenti e forme di vita che costituiscono lo sfondo storico e antropologico della sua esperienza lucana.
Oggi il Museo della Civiltà Contadina fa parte del più ampio circuito dei Musei di Aliano, insieme alla Casa di confino Carlo Levi, alla Pinacoteca Carlo Levi, al Museo Paul Russotto e agli altri spazi culturali del borgo. La visita contribuisce quindi a costruire una lettura più completa di Aliano, mettendo in relazione memoria contadina, storia sociale, arte e letteratura.
Visitare il Museo della Civiltà Contadina significa entrare nella storia di Aliano dal punto di vista delle persone che l’hanno vissuta. Una macina, un utensile, un letto o un semplice oggetto domestico diventano testimonianze di gesti, lavori e abitudini che hanno scandito per generazioni la vita della comunità. In questo modo il museo non conserva soltanto oggetti del passato, ma restituisce una parte fondamentale della memoria collettiva del paese.